Sei Indagati nella Nuova Inchiesta

RICCIA (CB), 4 luglio 2025 – La salma della giudice molisana Francesca Ercolini potrà fare ritorno nel cimitero di Riccia solo dopo la fine dell'estate. Per i prossimi mesi, il corpo del magistrato rimarrà in una cella frigorifera del Policlinico Umberto I di Roma, a disposizione di un pool di esperti incaricati dal giudice per le indagini preliminari (GIP) dell'Aquila. Questi nuovi accertamenti mirano a condurre esami più approfonditi sul corpo della giudice, trovata senza vita nella sua casa di Pesaro durante le festività natalizie di tre anni fa.
Dagli stessi medici arriva la conferma che il lavoro da svolgere è ancora lungo e che, per ora, sono stati eseguiti solo i primi passaggi. Dopo l'autopsia e la TAC già effettuate, gli esperti passeranno a indagini microscopiche e di laboratorio, approfondimenti che non erano stati eseguiti in prima battuta. Il medico legale Vittorio Fineschi e i suoi colleghi hanno richiesto al giudice 90 giorni per ultimare il lavoro, il che significa che se ne riparlerà non prima della fine di settembre.
Le indagini sulla morte della giudice Ercolini, inizialmente archiviate come suicidio, sono state recentemente riaperte dalla Procura dell'Aquila. È stata proprio la Procura a disporre la riesumazione del corpo, avvenuta il mese scorso, e il successivo trasferimento della salma a Roma. L'obiettivo della magistratura è accertare l'eventuale presenza di lesioni, la loro natura e le cause che le avrebbero provocate. Nel frattempo, i RIS sono incaricati di ricostruire la scena del ritrovamento del corpo.
La nuova inchiesta vede coinvolti sei indagati, tra cui figurano il marito della giudice e il medico legale che eseguì la prima autopsia. Le ipotesi di reato, a vario titolo, vanno dal depistaggio alla falsità ideologica fino alla violazione del segreto istruttorio. La riapertura del caso e l'attenzione investigativa puntano a fare piena luce su una vicenda che da tempo attende risposte definitive.








