Un'Inchiesta Silenziosa

CASSINO (FR) – Un'indagine partita quasi per caso ha scoperchiato un sistema organizzato per far entrare droga, telefoni cellulari e schede SIM all'interno del carcere di Cassino. Nell'ambito dell'operazione, condotta dalla Squadra Mobile di Frosinone e dagli agenti del Commissariato di Cassino sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, sono state raggiunte da misure cautelari sei persone.
L'inchiesta ha avuto inizio nell'ottobre del 2023, a seguito del sequestro di un telefono cellulare all'interno della casa circondariale. Da quel momento, mesi di intercettazioni, analisi di dispositivi e attività sotto copertura hanno permesso agli investigatori di ricostruire un flusso costante di materiale illecito che, con grande ingegnosità, riusciva a superare le mura del carcere.
Alcuni dei metodi utilizzati sembrano tratti da un film: si parla di bottiglie lanciate dall'esterno oltre la cinta muraria, contenenti microcellulari, caricatori e dosi di droga. Altri strumenti illeciti passavano invece attraverso i colloqui con i familiari, talvolta complici e consenzienti, altre volte ignari del contenuto nascosto negli oggetti.
Le sei misure cautelari eseguite nelle ultime ore riguardano soggetti residenti nelle province di Frosinone (Cassino e San Giorgio a Liri), Roma e Latina. Per due degli indagati sono stati disposti gli arresti domiciliari, per altri due l'obbligo di firma, mentre un indagato dovrà presentarsi regolarmente alla polizia giudiziaria. In totale, l'inchiesta ha coinvolto a vario titolo ben 18 persone.
Un elemento determinante per l'indagine è stata l'analisi dei movimenti su carte prepagate riconducibili agli indagati, che hanno lasciato tracce di pagamenti sospetti, compatibili con un'attività di "commercio interno" al carcere. Una fitta rete che sfruttava ogni spiraglio per aggirare i controlli e continuare a far circolare droga e mezzi di comunicazione illeciti.
L'inchiesta si conclude in un momento in cui il tema della sicurezza negli istituti penitenziari torna a far discutere, sollevando interrogativi sulla permeabilità delle strutture e sulle connessioni tra l'interno e l'esterno del sistema carcerario.








