Soddisfazione per la Regione

CAMPOBASSO – Il Consiglio di Stato ha stabilito che la procedura della Regione Molise per la rilevazione dei debiti nei confronti dei creditori è legittima. Con la sentenza n. 7139/2025, la Quinta Sezione ha accolto il ricorso della Regione Molise, del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ribaltando la precedente decisione del TAR Molise.
Al centro della disputa c’era la delibera regionale n. 48 del 29 gennaio 2024, che dava il via al censimento dei debiti secondo le norme della Legge di Stabilità 2024. Questo provvedimento permette alle Regioni con un disavanzo pro capite superiore ai 1.500 euro di avviare una procedura di transazione per sanare i debiti, con il supporto economico dello Stato.
Confindustria Molise aveva impugnato la delibera, sostenendo che la procedura non potesse partire prima della stipula di un accordo tra Stato e Regione. Inoltre, Confindustria contestava la base del disavanzo, dato che il bilancio regionale era stato dichiarato incostituzionale, e lamentava la scarsa comunicazione della procedura. Il TAR aveva dato ragione a Confindustria.
La Regione Molise ha presentato appello, sostenendo che l'unico requisito necessario fosse la presenza di un disavanzo pro capite superiore a 1.500 euro e che la comunicazione fosse stata adeguata.
Il Consiglio di Stato ha accolto questa tesi, stabilendo che l'accordo con lo Stato non è una condizione preliminare per l'approvazione del Piano di rientro. Il tribunale amministrativo ha anche ritenuto infondate le eccezioni di legittimità costituzionale e quelle sulle modalità di pubblicizzazione del piano. L’unica condizione necessaria, secondo la sentenza, è la sussistenza di un disavanzo pro capite superiore a 1.500 euro.
L'assessore al Bilancio, Gianluca Cefaratti, ha espresso grande soddisfazione, affermando che la decisione del Consiglio di Stato "conferma l’assoluta correttezza delle procedure seguite dalla Regione Molise e il rispetto dei rapporti istituzionali".





