Scontro sui conti: perdita o investimento? Tanti i punti di domanda: Rete Ictus e Ospedale di Agnone e Punti nascita ed Emodinamica a rischio.

CAMPOBASSO/ISERNIA, 24 settembre 2025 – La sanità molisana continua a navigare in acque agitate, con il recente tavolo tecnico a Roma che ha messo in luce una situazione finanziaria sempre più critica. I dati presentati ai ministeri non lasciano spazio a dubbi: il deficit dell'Asrem è in costante crescita, passando da 40 milioni nel 2023 a una previsione di quasi 50 milioni per l'anno in corso.
I tecnici ministeriali, stando alle indiscrezioni, hanno reagito con rabbia di fronte all'aumento del debito, spingendo per l'adozione di misure drastiche. Tuttavia, il direttore generale dell'Asrem, Giovanni Di Santo, ha offerto una prospettiva diversa. "L’aumento dei costi può significare anche nuovi investimenti," ha dichiarato Di Santo. "Noi siamo un’azienda e cerchiamo di investire... maggiore deficit non significa necessariamente una perdita, ma può significare anche nuovi investimenti. Noi lo stiamo facendo." Il manager ha spiegato che investimenti nella domiciliarità delle cure o in nuovi reparti, pur generando una spesa iniziale, rappresentano un valore aggiunto che porterà a un "recupero economico importante".
Un altro punto di scontro riguarda la rete ictus, la cui riorganizzazione è stata "bloccata" dal dottor Carabellese, responsabile dell'emergenza urgenza. Di Santo ha rassicurato che la nuova rete partirà a breve e che "darà la possibilità di curarli a 360 gradi per tutto il percorso ischemico cerebrale nella regione Molise."
In merito all'ospedale "Caracciolo" di Agnone, la sua riconversione in ospedale di comunità sembra ormai una strada quasi certa. Di Santo ha ammesso le difficoltà nel reperire medici, in particolare per le emergenze nelle aree interne. "Per dare certezza delle cure in quel territorio bisogna sicuramente cercare innovazioni o nuove metodologie," ha affermato, suggerendo che la riconversione sia una soluzione inevitabile.
Nonostante le resistenze, la richiesta dei ministeri di chiudere un'emodinamica e un punto nascita rimane sul tavolo. Di Santo ha concluso il suo intervento ribadendo che i commissari stanno lottando per "conservare tutte le strutture sul territorio." Il futuro della sanità molisana, quindi, dipenderà dalle decisioni che verranno prese nel prossimo tavolo romano.







