I dettagli della tragedia

CAMPOBASSO - Si è concluso poco prima dell’una di notte, mercoledì 1° ottobre, l’interrogatorio di Salvatore Ocone, l’operaio 58enne responsabile della tragedia familiare che ha sconvolto le comunità tra Benevento e Molise.
Davanti al procuratore di Benevento, Gianfranco Scarfò, e assistito dal legale d'ufficio, l'uomo ha ammesso le proprie responsabilità. Il procuratore Scarfò ha confermato all’uscita: “Sui fatti in sé Ocone ha reso confessione”.
Per lui è scattato immediatamente il provvedimento di fermo con le pesanti accuse di duplice omicidio aggravato, tentato omicidio e sequestro di persona.
Poco dopo le due di notte, Ocone è stato trasferito nel carcere di via Cavour a Campobasso, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Ocone è accusato di aver ucciso la moglie, Elisa Polcino, 49 anni, colpendola a morte con una pietra nella loro casa a Paupisi (Benevento). Successivamente, si era dato alla fuga con i due figli a bordo di una Opel Mokka, venendo intercettato e bloccato dai Carabinieri nei pressi di Ferrazzano (Campobasso). In auto è stato trovato il corpo senza vita del figlio di 15 anni, mentre l'altra figlia, di 16 anni, è stata ricoverata in condizioni gravissime a causa di una frattura al cranio. La sorte della ragazzina resta drammaticamente in bilico.






