Ricerca e Territorio: una visione non disgiunta

PESCHE (IS) - L'Università del Molise ha intitolato l'Aula Magna della sede di Pesche a Gianni Capobianco, il docente del Dipartimento di Bioscienze e territorio scomparso a fine luglio. La cerimonia, svoltasi alla presenza del Magnifico Rettore e di un pubblico numeroso, ha celebrato la figura di un accademico ricordato per la sua rarissima umanità e l'instancabile passione.
Studenti e colleghi hanno ricordato un insegnante attento alle necessità dei ragazzi, innamorato della sua disciplina e attratto dal confronto e dal dibattito, elementi che considerava fondanti della democrazia e della vita di comunità.
Capobianco è stato un intellettuale profondamente legato al suo territorio. Oltre all'impegno nella ricerca, nello studio e nell'insegnamento, era noto per la sua partecipazione attiva alla vita pubblica, con contributi di pensiero sempre puntuali e significativi. I suoi articoli miravano costantemente allo sviluppo della regione e alla crescita culturale dei giovani, due obiettivi che nella sua visione non potevano mai essere disgiunti.
La cerimonia è stata descritta come emozionante e sentita, e ha rappresentato una "dimostrazione, quasi matematica", di una delle tesi che Capobianco sosteneva negli ultimi anni: una teoria sull'insegnamento che promuoveva una scuola più umana, meno burocratica e divergente dal pensiero massificante.
In alcuni suoi scritti, come "Lettera a un professoresso", demoliva i comportamenti inefficaci e spingeva per un atteggiamento migliorativo. Per Capobianco, uno scienziato doveva conoscere la storia della matematica, e un matematico doveva conoscere Platone o Bach. Voleva una scuola attenta alle persone, dove la bellezza produce bellezza e la passione trasmette passione. Lo hanno confermato gli interventi dei suoi studenti, e persino l'esecuzione musicale del brano Your latest trick.
Gianni Capobianco è stato uno scienziato che ha amato la vita e gli Uomini, uno studioso che ha osservato il mondo con rigore scientifico e l'ha avvicinato con l'umana curiosità, lasciando un segno indelebile.






