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❄️ Giallo nella cella frigorifera: le ombre sulla morte di Andrea Costantini

2026-02-03 15:55

Redazione

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❄️ Giallo nella cella frigorifera: le ombre sulla morte di Andrea Costantini

🗡️ Il mistero del coltello e dei "due colpi"

L'avvocato della famiglia contesta la ricostruzione del caso di Termoli. Il coltello nascosto, i vestiti intatti e quella scena del crimine "troppo ordinata": tutti i dubbi che riaprono l'inchiesta.

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TERMOLI (CB) – Quello che il 15 settembre 2025 era stato archiviato come il tragico gesto estremo di un lavoratore, si sta trasformando in un inquietante enigma giudiziario. La famiglia di Andrea Costantini, il macellaio di 38 anni ritrovato senza vita nella cella frigorifera del supermercato in cui lavorava, non crede alla tesi del suicidio. Un sospetto che oggi trova forza nelle parole dell'avvocato Lorusso, che attraverso una nota tecnica mette nero su bianco una serie di incongruenze definite "insormontabili".

Secondo la difesa, la dinamica della morte di Andrea si scontra con le leggi della fisica e della medicina legale. Gli elementi che gridano al dubbio sono molteplici:

La posizione dell'arma: Il coltello da macellaio (una lama da 30 centimetri) non è stato rinvenuto vicino alla mano della vittima. Era nascosto dietro alcune cassette, una posizione giudicata incompatibile con una caduta naturale dopo un colpo autoinflitto.

Le ferite "impossibili": Andrea è stato raggiunto da due colpi al cuore. Gli esperti della famiglia sottolineano come sia scientificamente raro che un suicida riesca a infliggersi un secondo fendente dopo lo shock del primo.

La maglietta intatta: I colpi sono stati inferti attraverso i vestiti. Nei suicidi per accoltellamento, la vittima tende quasi sempre a sollevare i capi per esporre la pelle; colpirsi sopra la maglietta è invece tipico delle dinamiche omicidiarie.

C’è poi il fattore tempo. I registri elettronici del supermercato confermano che Andrea ha lavorato fino alle 16:56. Eppure, quando il corpo è stato ritrovato, il suo banco di lavoro è apparso ordinato e perfettamente pulito.

"Sembra una messa in scena – suggeriscono i legali – come se qualcuno avesse riordinato la postazione per simulare una normalità interrotta volontariamente".

L'analisi dei sistemi di videosorveglianza interna ha rivelato falle strutturali. Nonostante il supermercato fosse monitorato, esisterebbero dei percorsi "invisibili" – le cosiddette zone cieche – che avrebbero permesso a una persona estranea (o a un collega) di entrare e uscire dalla cella frigorifera senza mai apparire nei filmati della sicurezza. La famiglia di Andrea Costantini non cerca vendetta, ma chiarezza. I nuovi dati tecnici suggeriscono che qualcuno possa aver sorpreso il 38enne e poi tentato di "confezionare" un suicidio perfetto. La Procura dovrà ora valutare se questi elementi siano sufficienti per cambiare il capo d'imputazione e indagare per omicidio.