Vertice in Prefettura a Campobasso sulla crisi della distribuzione. Metà dei comuni molisani è senza giornali: l’appello di OdG e Assostampa per difendere la democrazia nei piccoli borghi.

CAMPOBASSO – In Molise, il piacere di sfogliare il giornale al mattino sta diventando un lusso per pochi, o meglio, per chi vive nei centri più grandi. Nelle aree interne, il silenzio delle rotative è già realtà: metà dei comuni della regione non ha più un’edicola né un punto vendita attivo. Di questo "deserto informativo" si è discusso questa mattina in Prefettura, in un tavolo tecnico che ha messo a confronto istituzioni, giornalisti e distributori.
Al tavolo sedevano il Presidente dell'OdG Vincenzo Cimino, il vertice di Assostampa Giuseppe Di Pietro, l'assessore regionale Andrea Di Lucente e il distributore regionale Ferdinando Ciccarelli.
Il grido d'allarme più forte è arrivato dal sindacato dei giornalisti. Per Giuseppe Di Pietro (Assostampa), la questione non è solo commerciale, ma costituzionale:
Responsabilità pubblica: Il settore riceve finanziamenti statali e, per questo, la distribuzione non può guardare solo al profitto.
Accesso negato: Privare i piccoli borghi dei quotidiani significa isolarli culturalmente. "Portare i giornali ovunque significa difendere la democrazia", ha ribadito Di Pietro.
Dello stesso avviso Vincenzo Cimino, che ha fotografato una realtà spietata: circa il 50% dei paesi molisani è oggi "scoperto". L'Ordine ha annunciato un'analisi serrata dei contratti di distribuzione per capire se esistano margini legali e tecnici per obbligare a una copertura più capillare.
Dall'altra parte della barricata, Ferdinando Ciccarelli ha esposto la cruda realtà dei fatti. Gestire la logistica tra le strade tortuose del Molise ha costi altissimi a fronte di una domanda che, nei piccoli centri, è ridotta al lumicino.
"I numeri rendono complesso mantenere il servizio," ha spiegato Ciccarelli, evidenziando come la sostenibilità economica della distribuzione sia ormai ai minimi termini nelle aree più interne. L'assessore Di Lucente e i vertici della stampa cercano una "terza via". L'ipotesi è quella di incentivare punti vendita non esclusivi (come bar, tabacchi o uffici postali) per garantire almeno una copia dei quotidiani anche nei borghi più remoti. Il confronto resterà aperto: l'obiettivo è evitare che il Molise diventi la prima regione d'Italia dove l'informazione cartacea è un ricordo del passato.






