Il sindaco di Isernia incontra l’Auser: analisi lucida sul definanziamento del sistema pubblico, l'allarme per gli anziani e la smentita ufficiale sulla candidatura alla Presidenza della Regione.

ISERNIA – La tenda resta piantata, ma il discorso si allarga. Piero Castrataro è uscito dal suo presidio per incontrare i soci dell’Auser, l'associazione per l'invecchiamento attivo, portando la sua battaglia fuori dai cancelli del "Veneziale". Non è stata solo una cronaca della protesta, ma una lezione di economia sanitaria per spiegare perché, secondo lui, il sistema sta implodendo.
Castrataro ha smontato la narrazione dei finanziamenti record: «È vero, in valore assoluto i fondi aumentano, ma con l'inflazione e i costi attuali quei soldi valgono molto meno. Siamo passati dal 7% del PIL speso durante il Covid al 6,1% di oggi».
Il confronto europeo: «Ci mancano tre punti di PIL rispetto ai nostri vicini. Un punto vale 20 miliardi: senza queste risorse, la sanità pubblica è destinata a scomparire».
L’effetto domino: Il sindaco avverte che il Molise è solo il "paziente zero". «Abruzzo e Lazio sono in difficoltà, la Calabria si è salvata solo per decreto. Presto il problema del Molise sarà il problema di tutta Italia».
Rivolgendosi alla platea dell’Auser, il sindaco ha toccato un tasto dolente per la regione più anziana d'Italia:
«Abbiamo un’aspettativa di vita lunga, ma invecchiamo peggio rispetto ad altri Paesi. La spesa per gli ultra 65enni è altissima. Se non investiamo nelle persone, chi non ha i soldi per il privato finirà in una sanità di serie D. C'è chi già oggi chiede prestiti per curarsi: è l'inizio della fine del diritto alla salute».
Per Castrataro, il PNRR sta portando macchinari nuovi, ma il problema sono i camici bianchi.
Concorsi deserti: «Trent’anni fa un medico molisano sognava di tornare a Isernia o Campobasso. Oggi non lo fanno più. I medici hanno mille opportunità e scelgono di non venire qui perché il sistema non è attrattivo. Senza investire sugli stipendi e sulle condizioni di lavoro di medici e infermieri, le macchine del PNRR resteranno scatole vuote».
Incalzato dalle voci che lo vorrebbero come leader del centrosinistra per la successione a Palazzo Vitale, Castrataro ha approfittato del video-incontro per spegnere le speculazioni: «Smentisco la candidatura alla presidenza della Regione». Il sindaco ha ribadito di voler rimanere focalizzato sulla missione cittadina e sulla vertenza sanità, allontanando (almeno per ora) le sirene della politica regionale.






