I nuovi dati Istat dipingono il quadro dello spopolamento regionale: solo il 55,8% degli immobili è abitato. Un patrimonio edilizio "fantasma" che resiste solo nei centri urbani.

CAMPOBASSO/ISERNIA – Più che un censimento edilizio, sembra la radiografia di un addio. Il Molise si conferma una delle regioni italiane dove il silenzio tra le mura domestiche è più rumoroso: secondo l'ultimo report dell'Istat (con dati aggiornati al 31 dicembre 2023), quasi una casa su due in regione risulta non occupata.
Il dato è impressionante: solo il 55,8% del patrimonio immobiliare molisano ospita effettivamente dei residenti. Il resto è un’immensa distesa di persiane chiuse, seconde case ereditate o immobili abbandonati a causa di un’emorragia demografica che non accenna a fermarsi.
Nella classifica italiana del "pieno e vuoto", il Molise si colloca nella parte bassa della graduatoria, lontano anni luce dai centri nevralgici della penisola:
Il vertice: Il Lazio guida la classifica con l'81% delle abitazioni occupate, segno di una pressione abitativa costante legata alla Capitale.
La coda: All’estremo opposto troviamo la Valle d’Aosta, dove solo il 43,9% delle case è abitato (complice l'alto numero di baite e case vacanza).
Il Molise: Con il suo 55,8%, la nostra regione si posiziona pericolosamente vicina alle aree con il minor tasso di occupazione abitativa del Paese.
L’Istat analizza anche i fattori geografici e urbanistici che determinano questa desertificazione edilizia. Il grado di occupazione varia drasticamente in base a dove si trova l’immobile:
Città e Pianura: Sono le uniche a tenere. Nelle zone urbane l'occupazione sale all'84,5%, mentre nei comuni di pianura si sfiora l'82%.
Aree Rurali e Montagna: Qui il dato crolla. Nelle zone rurali abita solo il 55% delle case disponibili, dato che scende ulteriormente al 53,1% nelle aree di montagna interna.
Collina e Sobborghi: Si attestano intorno alla media nazionale, rappresentando una terra di mezzo tra la vitalità dei centri maggiori e l'abbandono dei piccoli borghi. Questi numeri non raccontano solo di mattoni e tegole, ma di una regione che sta perdendo la sua linfa vitale. Se l'84% delle case in città è abitato ma meno del 54% lo è in montagna, significa che l'entroterra molisano sta diventando un museo a cielo aperto, privo di generazioni giovani capaci di riabitare quegli spazi. La sfida per la politica regionale dei prossimi anni non sarà costruire di più, ma capire come riempire ciò che già esiste.








