I dati della CGIA di Mestre: +146% dal 2017. Agricoltura, edilizia e assistenza i settori chiave dove la manodopera locale scarseggia.

CAMPOBASSO/ISERNIA – Non più solo una presenza marginale, ma una colonna portante dell'economia regionale. In Molise il numero di lavoratori stranieri è letteralmente esploso nell'ultimo decennio, diventando un fattore determinante per la tenuta del sistema produttivo, demografico e, non ultimo, previdenziale.
Secondo l'ultima elaborazione dell'Ufficio Studi della CGIA di Mestre (basata su dati Unioncamere, Ministero del Lavoro e sistema Excelsior), la regione ha registrato una crescita record delle assunzioni di cittadini non italiani, segnando un punto di non ritorno per il mercato del lavoro locale.
📊 I numeri della crescita: un balzo del 146%
Le statistiche scattano una fotografia inequivocabile di un territorio che sta cambiando pelle per rispondere alle necessità delle imprese:
Nel 2017: I lavoratori stranieri regolarmente impiegati erano 1.540.
Nel 2025: La quota è salita a 3.800 unità.
L'incremento: In soli otto anni, la presenza di manodopera estera è aumentata del 146,8%.
📍 La mappa provinciale: Campobasso traina il settore
La distribuzione dei nuovi ingressi lavorativi nel corso del 2025 evidenzia una concentrazione maggiore nel capoluogo di regione, sebbene anche la provincia pentra mostri segnali di forte dipendenza dai lavoratori immigrati. La CGIA di Mestre chiarisce che non siamo di fronte a una "concorrenza" tra lavoratori, quanto piuttosto a una copertura di posti vacanti. Gli stranieri occupano posizioni che spesso rimarrebbero scoperte a causa del calo demografico e della scarsa disponibilità della manodopera locale in ambiti usuranti o di servizio.
I comparti dove la loro presenza è vitale sono:
Agricoltura: Fondamentale per le raccolte stagionali e la zootecnia.
Edilizia: Trainata dai cantieri di ristrutturazione e dalle grandi opere.
Logistica e Trasporti: Un settore in costante espansione.
Care-giving: L'assistenza domiciliare e la cura degli anziani, pilastri del welfare "privato" molisano.
«In molte zone del Paese queste attività andrebbero in crisi senza il contributo degli stranieri», sottolinea la CGIA. «Coprono ruoli essenziali per l'equilibrio delle imprese e delle famiglie». In una regione che combatte quotidianamente contro la denatalità e la fuga dei giovani verso l'estero o il Nord Italia, l'integrazione lavorativa degli stranieri rappresenta una boccata d'ossigeno. Questi lavoratori contribuiscono non solo al PIL regionale, ma anche al mantenimento dei servizi di base nelle aree interne, contrastando la desertificazione sociale di molti piccoli comuni.








