Chiusura indagini per il blitz di "Ultima Generazione" dell'ottobre 2024. Cinque attivisti davanti al giudice il prossimo 4 aprile: l'accusa è di deturpamento di edificio storico.

Foto Ansa
ANCONA / CAMPOBASSO – C’è anche una giovane molisana tra i cinque attivisti del movimento Ultima Generazione che rischiano il processo per l’azione di protesta messa in atto il 4 ottobre 2024 ad Ancona. La Procura dorica ha ufficialmente chiuso le indagini sull'episodio che portò all'imbrattamento della sede del tribunale, disponendo la citazione a giudizio per l'udienza predibattimentale fissata per il 4 aprile.
I fatti risalgono a una mattinata di mobilitazione contro i cambiamenti climatici. Il gruppetto di attivisti, secondo la ricostruzione degli inquirenti, si posizionò all'ingresso del palazzo di giustizia lasciando impronte di mani con vernice nera su:
Il portone d'ingresso;
I muri perimetrali esterni;
Alcune pareti interne dell'edificio.
Un'azione simbolica che, però, ha colpito un immobile considerato di interesse storico e architettonico, aggravando la posizione legale dei partecipanti.
Il gruppo finito nel mirino della magistratura è composto da attivisti provenienti da diverse regioni, a dimostrazione della rete nazionale del movimento:
La 24enne molisana: residente in regione, dovrà rispondere del reato di deturpamento in concorso.
Due anconetani (66 e 67 anni): ritenuti i leader del nucleo locale e organizzatori dell'evento.
Un 26enne di Fano.
Una 26enne calabrese.
La difesa degli attivisti di Ultima Generazione punta solitamente sulla "necessità" dell'azione per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'emergenza climatica, cercando di derubricare i danni arrecati. Tuttavia, la contestazione relativa al valore storico del Tribunale di Ancona rende il percorso processuale particolarmente in salita.
L'appuntamento in aula il 4 aprile servirà a stabilire se gli elementi raccolti dalla Procura saranno sufficienti per procedere con il dibattimento o se si apriranno spazi per riti alternativi.








