Spazio aereo chiuso dopo l'offensiva tra Iran, USA e Israele. Le testimonianze shock all'ANSA: «Sirene, droni sulle teste e boati nella notte». Famiglie di Termoli e Agnone in attesa del rimpatrio.

DUBAI / MOLISE – L’improvvisa escalation militare in Medio Oriente trasforma la vacanza e il lavoro in un incubo per decine di molisani. L'offensiva incrociata tra Israele, Stati Uniti e Iran ha portato al blocco immediato dei voli negli Emirati Arabi, lasciando centinaia di connazionali — tra cui diversi corregionali — letteralmente intrappolati negli hub aeroportuali o in alloggi di fortuna sotto la minaccia dei droni.
Giorgia Motta e sua figlia Francesca Michetti, turiste di Termoli, hanno affidato all'agenzia ANSA il racconto di ore scandite dal terrore. Quello che doveva essere un viaggio di piacere si è trasformato in una fuga verso la sicurezza:
L'allarme: Il suono delle sirene e la vista dei droni che solcavano il cielo sopra Dubai hanno gelato il sangue dei presenti.
L'odissea: Dopo la cancellazione del volo, le due donne hanno affrontato un’attesa estenuante di 11 ore all'interno dell’aeroporto prima di essere trasferite in un hotel lontano dal centro.
La situazione: Pur trovandosi ora in un luogo sicuro, lo shock resta altissimo: «Vogliamo solo tornare a casa», hanno confidato con il fiato sospeso.
Non meno drammatica la testimonianza di Enrico Rusi, manager originario di Agnone, bloccato negli Emirati con la moglie e i tre figli piccoli. Per la famiglia altomolisana, l'incubo è iniziato sabato pomeriggio:
Blocco immediato: Alle 13:00, subito dopo l'imbarco dei bagagli, le partenze sono state paralizzate senza preavviso.
Notte di guerra: Evacuati dall'hub in serata, i Rusi sono stati sistemati in una struttura a un solo chilometro dalle piste. La vicinanza strategica all'aeroporto ha reso la notte insonne: il silenzio è stato squarciato dal fragore sordo delle esplosioni in lontananza.
Il limbo: Ad oggi, il manager ha confermato all'ANSA di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sulle finestre di volo per il rientro in Italia. Mentre il conflitto si inasprisce, cresce l’ansia per i residenti molisani negli Emirati e per chi vi si trovava di passaggio. L'Unità di Crisi della Farnesina è al lavoro per monitorare la posizione di tutti gli italiani, ma l'instabilità dei cieli mediorientali rende al momento impossibile ipotizzare un piano di rientro immediato. Per i nostri corregionali, la priorità resta quella di restare al riparo, lontano dagli obiettivi sensibili, in attesa che la diplomazia riapra i corridoi aerei.






