Il sindacato analizza il Piano Operativo 2026-2028: preoccupano la fuga dei medici e il ridimensionamento dei servizi. Corbo (UIL FPL): «Entro il 2030 perderemo oltre 530 professionisti».

CAMPOBASSO – L’adozione del Programma Operativo Sanitario (POS) 2026-2028 segna una svolta burocratica per il Molise, necessaria a sbloccare fondi vitali, ma per la UIL il rischio è che si tratti di un "pareggio di bilancio" sulla pelle di cittadini e lavoratori. Il piano conferma l’architettura Hub & Spoke (Cardarelli polo centrale, Termoli e Isernia di supporto, Agnone ospedale di comunità ), ma il sindacato avverte: senza personale, le strutture restano scatole vuote.
Il Segretario della UIL FPL Molise, Emilio Corbo, fotografa una realtà allarmante. Il Molise è l’ultima regione d’Italia per medici dipendenti (appena 1,45 ogni 1.000 abitanti) e la situazione è destinata a peggiorare drasticamente a causa dei pensionamenti previsti tra il 2026 e il 2030:
Medici in uscita: 148 su 424 complessivi.
Infermieri in uscita: 385 su 1.376 totali.
Totale professionisti in meno: Oltre 530 in soli cinque anni.
«I concorsi vanno deserti e il 118 è allo stremo», sottolinea Corbo. «Le risorse sbloccate devono essere vincolate subito al rafforzamento degli organici e alla valorizzazione di chi resta».
La UIL esprime forte preoccupazione per il ridimensionamento di reparti salvavita come Emodinamica e i Punti Nascita. In una regione dall'orografia complessa, tagliare un presidio significa allungare i tempi di intervento e alimentare la mobilità passiva verso altre regioni. In particolare, la riconversione del "Caracciolo" di Agnone viene vista con sospetto: senza investimenti reali nella medicina territoriale, il rischio è la marginalizzazione definitiva dell'alto Molise.
Sulla questione interviene anche il Segretario Generale della UIL Molise, Gianni Ricci, che sposta il focus sulla dignità dei cittadini:
Per i giovani: Un sistema sanitario inefficiente è una spinta in più verso l'emigrazione.
Per gli anziani: Dover percorrere 100 km per una visita è una negazione del diritto alla cura.
Per i lavoratori: La salute è necessaria per la tenuta del mercato del lavoro.
«La sanità pubblica non è una voce di bilancio da tagliare, ma il pilastro della coesione sociale», conclude Ricci, chiedendo alla Regione un cambio di passo immediato.








