Report del Ministero dell'Istruzione: oltre il 60% dei ragazzi opta per i percorsi liceali. Lo Scientifico resta il "re" delle preferenze, mentre nei Tecnici vola l'indirizzo tecnologico. Faticano i Professionali.

CAMPOBASSO / ISERNIA – Chiusa la finestra per le iscrizioni all'anno scolastico 2026-2027, la mappa del futuro dei giovanissimi molisani è tracciata. I dati diffusi dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) confermano un trend consolidato: il Molise resta una regione a forte trazione liceale, dove il percorso umanistico-scientifico viene percepito come la garanzia migliore per il successo universitario.
La scelta della "tradizione" vince a mani basse. Il 60,8% dei diplomandi delle medie siederà in un'aula liceale il prossimo settembre.
Il podio: La medaglia d'oro va allo Scientifico, scelto dal 15,3% delle future matricole. Versatilità e solidità formativa continuano a renderlo il percorso più rassicurante per le famiglie molisane.
Al secondo posto si piazzano gli Istituti Tecnici, scelti dal 29,43% dei ragazzi. Tuttavia, all'interno di questo comparto, emerge una netta distinzione:
Boom Tecnologico: Quasi un quinto degli studenti complessivi (20,86%) ha scelto l'indirizzo tecnologico. Informatica, elettronica e digitale si confermano le competenze più ambite per chi cerca uno sbocco pratico e moderno nel mercato del lavoro.
Economico: Resta più marginale rispetto ai colleghi del settore tecnologico.
Le note dolenti arrivano dagli Istituti Professionali, che non riescono a raggiungere la doppia cifra, fermandosi a un modesto 9,75% delle immatricolazioni totali. In questo scenario di sofferenza per la formazione professionale, l'unico settore a mostrare segnali di vitalità è quello dell'Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera (scelto dal 3,76%). Il legame con il turismo e le eccellenze del food molisano resta l'unico vero magnete per chi punta a una qualifica professionale immediata. Il dato molisano riflette una dicotomia profonda: da un lato l'aspirazione verso l'alta formazione teorica, dall'altro una crescente, seppur settoriale, fame di competenze digitali. La sfida per i dirigenti scolastici regionali sarà ora quella di adeguare l'offerta formativa e i laboratori a queste preferenze, garantendo standard elevati sia per chi punta alla laurea, sia per chi vuole entrare subito nel mondo dell'impresa.








