Il Segretario Bontempo serra i ranghi: «Siamo uniti per fermare i tagli del centrodestra». Al via la Conferenza programmatica per costruire l'alternativa di governo.

CAMPOBASSO – Il Partito Democratico del Molise riorganizza i vertici e lancia la sfida al governo regionale. Nella riunione di ieri, lunedì 2 marzo 2026, l'Assemblea dem ha sancito un passaggio politico fondamentale: l'elezione all'unanimità di Vittorino Facciolla alla carica di Presidente dell’Assemblea regionale.
Il Consigliere regionale, figura di lungo corso ed esperienza, è stato scelto con il voto favorevole del 75% degli aventi diritto, a testimonianza di una ritrovata compattezza interna. A lui toccherà il compito di guidare l'attività programmatica del Partito in una fase definita "decisiva" per le sorti del territorio.
In apertura dei lavori, il Segretario regionale Ovidio Bontempo ha rivendicato il ruolo centrale del PD nella costruzione di una coalizione progressista ampia e coesa. Un fronte che oggi vede camminare insieme:
Partito Democratico e Movimento 5 Stelle
Sinistra Italiana, Verdi e Socialisti
Italia Viva Molise
Il terreno dello scontro con il centrodestra è la Sanità pubblica. Secondo Bontempo, la manifestazione di sabato scorso è stata la prova tangibile di una resistenza popolare contro il nuovo Programma Operativo (POS): «Siamo di fronte a tagli inaccettabili. Il centrodestra non sta tutelando i molisani e noi abbiamo il dovere di opporci a scelte scellerate».
L'elezione di Facciolla è solo il primo passo di una strategia più ampia. Il Segretario Bontempo ha infatti annunciato l'immediato potenziamento della Segreteria regionale per dare il via alla Conferenza programmatica.
L'obiettivo dichiarato è uscire dalle stanze della politica per coinvolgere tutto il "partenariato sociale" (sindacati, associazioni, categorie produttive). L'obiettivo? Costruire un programma di governo alternativo a quello del centrodestra, giudicato dai dem «inefficace e deludente» sia a Campobasso che a Roma. La nomina di Facciolla punta a dare "piena centralità" all'Assemblea come fulcro della dialettica democratica. Per il PD, l'esperienza del nuovo Presidente sarà la bussola per coordinare le istanze che arrivano dai diversi circoli locali, trasformandole in proposte di legge e battaglie di piazza.








