Il 3 marzo 1970 nasceva la 94ª provincia d'Italia. Il Presidente Saia omaggia i padri fondatori e rilancia: «Siamo il presidio indispensabile contro l'isolamento dei piccoli comuni».

ISERNIA – Mezzo secolo abbondante di storia, identità e battaglie politiche. Oggi, 3 marzo 2026, la Provincia di Isernia taglia il traguardo dei 56 anni di vita. Era il 1970 quando la legge sancì ufficialmente il distacco amministrativo da Campobasso, dando dignità istituzionale all'antico Sannio Pentro e realizzando un sogno di rinascita cullato fin dal secondo dopoguerra.
La nascita della provincia non fu un percorso privo di ostacoli. Se da un lato il "Comitato per l'istituzione" lavorava per l'autonomia, dall'altro non mancarono forti spinte centrifughe:
Il bivio di Venafro: All'epoca, parte della popolazione dell'area venafrana premeva per l'aggregazione alla provincia di Caserta.
La sintesi araldica: Il compromesso finale trovò espressione nello stemma provinciale, un "inquartato" che unisce i simboli dei quattro pilastri del territorio: Isernia, Agnone, Frosolone e Venafro.
Oggi la provincia coordina 52 comuni, caratterizzati da una frammentazione demografica estrema: fatta eccezione per l'asse Isernia-Venafro, la stragrande maggioranza dei municipi conta meno di mille residenti, rendendo la gestione del territorio una sfida quotidiana contro lo spopolamento.
In occasione dell'anniversario, il Presidente della Provincia, Daniele Saia, ha voluto rendere omaggio a chi lottò per questa indipendenza, senza però rinunciare a un'analisi cruda del presente.
«La Provincia resta un presidio di prossimità insostituibile», ha dichiarato Saia. «Siamo l'anello di congiunzione tra lo Stato e le nostre piccole comunità , spesso le più fragili. Nonostante i tagli lineari degli ultimi anni, la nostra macchina amministrativa continua a garantire servizi essenziali grazie alla dedizione dei dipendenti».
Le celebrazioni si sono presto trasformate in rivendicazione politica. Saia ha lanciato un messaggio chiaro a Roma: per garantire un futuro di crescita, l'ente non può più reggersi solo sul volontarismo istituzionale.
Investimenti strutturali: Necessari per la viabilità e l'edilizia scolastica dei 52 comuni.
Iniezione di risorse: Per contrastare il declino demografico e fornire risposte concrete ai cittadini.
Lotta allo spopolamento: Senza un supporto finanziario adeguato, il rischio è la marginalizzazione delle aree interne. La sfida della Provincia di Isernia per il 2026 è la stessa di 56 anni fa: dimostrare che la dimensione "piccola" non è un limite, ma un valore di identità e cura del territorio. La tenacia dei "padri fondatori" del 1970 rivive oggi nella battaglia per le risorse e lo sviluppo che l'amministrazione Saia promette di portare avanti nei palazzi del potere.








