Maggioranza e opposizione compatte per difendere Emodinamica e Punti Nascita. Approvate tre mozioni strategiche. Scontro politico sul Commissario: il centrodestra ne chiede la rimozione, la minoranza abbandona l'Aula.

CAMPOBASSO – Una seduta fiume quella di stamane a Palazzo D’Aimmo, presieduta da Quintino Pallante, che ha consegnato un segnale politico raramente così nitido: sulla difesa della salute pubblica, il Molise parla con una voce sola. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità tre mozioni cruciali per blindare il sistema sanitario contro le sforbiciate previste dalla Struttura commissariale.
Il documento più atteso riguardava il nuovo Programma Operativo, necessario a sbloccare 90 milioni di euro per il debito, ma contenente tagli giudicati inaccettabili. L'Aula ha impegnato il Presidente Roberti a trattare con i Ministeri per evitare:
Emodinamica: Lo stop a uno dei laboratori tra Isernia e Termoli entro fine 2026.
Punti Nascita: La chiusura delle strutture attualmente sotto la soglia minima di parti.
Agnone: Il declassamento dell'ospedale "Caracciolo".
Guardie Mediche: La riduzione dei presidi territoriali a favore delle Case di Comunità.
«Il diritto alla salute non può essere subordinato a criteri finanziari o parametri (DM 70 e 77) che ignorano l'orografia del Molise», è il monito lanciato dall'Aula.
Oltre ai tagli, il Consiglio ha puntato il dito sulla carenza di camici bianchi e sul futuro dell'Alto Molise:
Basta "gettonisti": Approvata la mozione per stoppare i contratti a termine e le collaborazioni atipiche. Si chiede il potenziamento dei contratti a tempo indeterminato e bandi che indichino chiaramente la sede di lavoro per rendere il Molise più attrattivo.
Agnone Area Disagiata: Riaffermata con forza la classificazione del "San Francesco Caracciolo" come presidio di area particolarmente disagiata, con l'impegno a potenziare dialisi, radiodiagnostica e reumatologia, inserendo l'ospedale nella rete formativa dell'Unimol.
Sul fronte del sociale, il Consiglio ha approvato (a maggioranza) le nuove direttive per il Piano Sociale 2025-2027.
Continuità garantita: Prorogato al 31 marzo il vecchio assetto dei 7 Ambiti Territoriali (ATS) e al 30 giugno tutti i contratti dei servizi socio-assistenziali.
Ultimatum ai Comuni: Entro il 10 marzo i sindaci dovranno firmare le convenzioni dei nuovi Ambiti. Chi non lo farà verrà commissariato dalla Regione per far partire il nuovo sistema il 1° aprile.
Il clima di unità si è rotto sull'ultima mozione, approvata dalla sola maggioranza mentre la minoranza abbandonava l'Aula per protesta. Il documento impegna Roberti a chiedere al Governo che il ruolo di Commissario ad acta torni stabilmente nelle mani del Presidente della Regione, come richiesto anche dalla Conferenza dei Sindaci. L'obiettivo dichiarato è porre fine alla gestione tecnica esterna per riportare la sanità sotto il controllo della politica locale.








