Per la prima volta in Italia, rene e pancreas impiantati con tecnica robotica. Il luminare, originario di Colli al Volturno, ha eseguito 31 interventi in un solo mese.

MILANO/COLLI AL VOLTURNO – C’è la firma di un molisano dietro uno dei traguardi più straordinari della medicina italiana recente. All’Ospedale Niguarda di Milano, per la prima volta a livello nazionale, è stato eseguito un doppio trapianto di rene e pancreas con tecnica totalmente robotica.
A guidare l'equipe protagonista di questa impresa è stato lo stimato chirurgo Stefano Di Sandro, originario di Colli al Volturno. Un risultato che non solo segna una svolta nell'eccellenza sanitaria del Paese, ma cambia radicalmente la vita del paziente, un uomo di 50 anni finalmente libero dalla schiavitù della dialisi e dal diabete.
L'intervento rappresenta una pietra miliare grazie all'utilizzo della tecnologia robotica per entrambi gli organi. Questa tecnica, estremamente complessa e delicata, garantisce:
Precisione millimetrica: Fondamentale per la complessa rete di vasi sanguigni di rene e pancreas.
Minor invasività: Cicatrici ridotte e tempi di recupero post-operatorio molto più rapidi per il paziente.
Successo clinico: Il ripristino immediato delle funzioni organiche e la risoluzione definitiva del quadro diabetico.
Stefano Di Sandro, neo direttore della Chirurgia epatica e dei trapianti di fegato e rene del Niguarda, ha impresso un ritmo impressionante al reparto sin dal suo insediamento. In appena un mese dal suo arrivo nel prestigioso ospedale milanese, il medico collese ha già coordinato ed eseguito ben 31 trapianti.
"Un risultato storico che conferma la qualità della scuola medica italiana e il talento dei professionisti che portano il nome del Molise oltre i confini regionali." La notizia del successo del Dr. Di Sandro è stata accolta con immenso orgoglio nella sua terra d'origine, Colli al Volturno, e in tutta la provincia di Isernia. Il suo percorso professionale, culminato nella direzione di uno dei centri trapianti più importanti d'Europa, testimonia come la dedizione e l'innovazione tecnologica possano riscrivere il futuro della chirurgia.






