L’avvocato Lorusso contesta la ricostruzione della Procura: dai fori sugli abiti al coltello troppo lontano dal corpo. Sotto la lente anche il biglietto d'addio: «Frasi illogiche e possibili manipolazioni».

TERMOLI / CAMPOMARINO – Il caso della morte di Andrea Costantini resta un enigma lontano dalla soluzione. La difesa della famiglia, guidata dall'avvocato Piero Lorusso, ha lanciato un appello alle autorità inquirenti per un radicale cambio di marcia nelle indagini, chiedendo ufficialmente l'intervento di reparti d'eccellenza come i RIS o la Polizia Scientifica.
Secondo il legale, l'ipotesi del gesto estremo si scontrerebbe con evidenze fisiche e scientifiche che suggerirebbero una dinamica ben diversa. «Non possiamo accettare una verità che ignora le leggi della fisica», ha dichiarato Lorusso, sollecitando una ricostruzione cinematica dell'evento.
Sono diversi i punti oscuri sollevati dalla difesa che metterebbero in crisi la tesi del suicidio:
Abiti perforati, torace nudo: Gli indumenti della vittima presenterebbero fori compatibili con colpi di lama, eppure il corpo è stato rinvenuto a torso nudo. Un dettaglio ritenuto tecnicamente inspiegabile senza l'intervento di terzi.
La posizione del coltello: L'arma sarebbe stata ritrovata a una distanza tale dal cadavere da rendere improbabile, secondo la difesa, un atto autolesionistico.
Bloodstain Pattern Analysis: Viene chiesta un'analisi specialistica delle macchie di sangue per capire se Costantini fosse davvero solo al momento del decesso.
Al centro del giallo c'è anche il messaggio di addio attribuito alla vittima. La difesa punta il dito su una presunta anomalia logico-temporale: la frase "Mi sono ucciso" scritta al passato risulterebbe quantomeno sospetta. Per questo sono state richieste:
Perizia dattiloscopica: Per cercare impronte digitali diverse da quelle della vittima sul foglio.
Perizia grafologica: Un confronto rigoroso con firme ufficiali depositate presso uffici pubblici per accertarne l'autenticità.
Non meno importante è il fronte tecnologico. La difesa chiede una perizia informatica forense sul cellulare di Costantini. L'obiettivo è recuperare messaggi eventualmente eliminati e chiarire quello che viene definito un giro "vorticoso" tra Termoli e Campomarino nelle ore precedenti alla morte, un segnale di possibili incontri o spostamenti anomali. Nonostante la Procura abbia finora rigettato alcune istanze, il provvedimento è stato adottato "allo stato degli atti". Questo significa che l'arrivo di nuovi rilievi specialistici potrebbe riaprire il caso in qualsiasi momento. La famiglia chiede che non si lasci nulla di intentato per restituire dignità e verità alla memoria di Andrea Costantini, escludendo una frettolosa archiviazione come suicidio.








