Forza Italia e Popolari dicono "no" alla variazione di bilancio. Colagiovanni: «Manca il confronto». Si apre una fase di instabilità per l'amministrazione comunale.

CAMPOBASSO – Il "senso di responsabilità" ha un limite, e a Palazzo San Giorgio quel limite sembra essere stato raggiunto oggi. Il Consiglio comunale di Campobasso ha certificato una nuova, profonda crepa nei rapporti tra la Giunta guidata da Marialuisa Forte e l’area moderata del centrodestra.
Al centro del contendere, la variazione al bilancio di previsione 2026/2028, un provvedimento adottato d’urgenza dalla Giunta e portato oggi in aula per la ratifica, che ha visto il voto contrario di Forza Italia e dei Popolari per l’Italia.
Il cambio di rotta dei moderati, che in passato avevano garantito una sorta di "neutralità collaborativa" su alcuni atti fondamentali, è stato netto. Il capogruppo dei Popolari, Salvatore Colagiovanni, ha chiarito senza mezzi termini le ragioni del "no": la decisione scaturisce dalla totale mancanza di dialogo e confronto preventivo sui contenuti dell’atto di bilancio.
Si apre così una nuova fase di forte tensione politica. Dopo la rottura con il Cantiere Civico, la sindaca si ritrova ora a fare i conti con un'opposizione moderata non più disposta ad avallare provvedimenti calati dall'alto.
Dall'altra parte, la sindaca Marialuisa Forte ha difeso il provvedimento, definendolo una "variazione tecnica" necessaria e urgente. L'atto era stato adottato con i poteri sostitutivi della Giunta in una fase delicata, segnata dall'attesa per l'insediamento del nuovo Collegio dei revisori dei conti.
Tuttavia, il clima politico è mutato. Da oggi in poi, ogni delibera che approderà in Consiglio potrebbe trasformarsi in una rischiosa "conta dei voti", mettendo a nudo la fragilità dei numeri a sostegno dell'attuale amministrazione. La stabilità di Palazzo San Giorgio è appesa a un filo. Senza un'intesa con i moderati o un recupero del dialogo con le altre forze civiche, la Giunta Forte rischia la paralisi amministrativa su ogni atto che richieda il passaggio in aula. Le prossime sedute saranno decisive per capire se esistono ancora i margini per una ricomposizione o se la città si avvia verso una crisi di governo permanente.






