Dopo l'epidemia del triennio 2019-2021, la provincia ottiene la certificazione sanitaria di massimo livello. Asrem: «Traguardo storico che premia il rigore dei controlli».

ISERNIA – La provincia di Isernia vince la sua battaglia contro la brucellosi bovina. Un riconoscimento che arriva direttamente da Bruxelles: con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del Regolamento di esecuzione (UE) 2026/293, il territorio pentro è stato ufficialmente inserito nell’elenco dei territori "ufficialmente indenni" dalla malattia.
Si tratta di una notizia attesa da anni, che sancisce la sicurezza sanitaria degli allevamenti locali e apre nuove opportunità commerciali per gli operatori del settore zootecnico.
Il traguardo comunicato dall'Asrem non è un caso isolato, ma completa un mosaico di certificazioni che pone il Molise ai vertici della sicurezza veterinaria nazionale. Ecco il quadro attuale delle indennità sanitarie nella regione:
Provincia di Isernia: Da oggi indenne da brucellosi bovina; già indenne da brucellosi ovicaprina, tubercolosi e leucosi bovina.
Provincia di Campobasso: Già indenne da tutte le principali malattie infettive del bestiame (brucellosi, tubercolosi e leucosi).
Questo status garantisce una tutela superiore per la catena alimentare e riduce drasticamente i vincoli alla movimentazione degli animali.
Il valore di questa certificazione è ancora più alto se si guarda al recente passato. Tra il 2019 e il 2021, infatti, la provincia di Isernia era stata colpita da una violenta epidemia di brucellosi bovina.
Il focolaio, che aveva interessato circa trenta allevamenti nell'area di Frosolone e comuni limitrofi, aveva richiesto misure drastiche: abbattimenti controllati, sorveglianza capillare e restrizioni ferree. Il superamento di quella crisi è la prova dell'efficacia degli interventi messi in campo dal servizio veterinario regionale.
Il risultato premia il lavoro tecnico-scientifico della Struttura Complessa Sanità Animale dell'Asrem. L'azienda sanitaria ha ribadito che il rigore non calerà: l'obiettivo è mantenere questi standard elevati seguendo il principio della One Health, ovvero l'integrazione tra salute umana, animale e ambientale.
«Continueremo a operare con rigore per mantenere elevato il livello dei controlli – assicurano dall'Asrem – a tutela della salute dei cittadini e dell'economia del territorio».






