Via libera definitivo dal Consiglio comunale di Isernia per l'Ats Alto Molise. Stefania Passarelli: «Svolta storica, prestazioni più eque e razionalizzate per tutti i cittadini».

ISERNIA / CAMPOBASSO – Il tassello finale è andato al suo posto. Con l'approvazione avvenuta ieri sera nell'aula consiliare di Isernia, il nuovo assetto dei servizi sociali regionali è ufficialmente realtà. Nascono i tre Ambiti Territoriali Sociali (Ats) del Molise, pronti a gestire in modo centralizzato e sovracomunale l'assistenza sul territorio.
Dopo il Basso e il Medio Molise, è stato il turno dell'Ats Alto Molise, che ha ricevuto il via libera con 26 voti favorevoli e un solo astenuto. Cala così il sipario su una frammentazione durata decenni, lasciando spazio a una struttura più snella e potente.
L'iter, durato oltre un anno, porta la firma della consigliera regionale delegata al sociale, Stefania Passarelli, che ha sostenuto con forza la necessità di ridurre e razionalizzare il numero degli ambiti preesistenti.
“Si è concluso un percorso fondamentale per garantire al meglio le prestazioni sociali a tutti i cittadini molisani – ha dichiarato la Passarelli –. È un passo in avanti verso una riforma necessaria che punta alla qualità e all'efficienza del servizio”.
Non sono mancate le resistenze: inizialmente diversi sindaci, abituati a una gestione dell'assistenza strettamente comunale, avevano manifestato dubbi sul nuovo modello. Tuttavia, la logica della razionalizzazione ha prevalso, puntando a uniformare i servizi tra i vari centri della regione.
📍 La nuova mappa del sociale molisano
Da oggi le competenze passano dai singoli comuni a tre grandi centri di gestione che presidieranno l'intero territorio regionale:
Ats Alto Molise: Per l'area montana e l'alto isernino.
Ats Molise Centrale: Con baricentro su Campobasso e le aree interne.
Ats Basso Molise: Per la fascia costiera e il basso Molise.
Questa nuova architettura permetterà di gestire meglio le risorse economiche, partecipare con più forza ai bandi europei e offrire ai cittadini risposte standardizzate, evitando che la qualità del supporto sociale dipenda dalla "dimensione" del comune di residenza. Il passaggio operativo ai tre Ambiti significa, sulla carta, una burocrazia più snella per l'accesso ai fondi (come quelli per la non autosufficienza o il supporto alle famiglie) e una maggiore continuità assistenziale. La sfida, ora, sarà rendere queste strutture immediatamente operative per rispondere alle crescenti fragilità sociali della popolazione molisana.








