L'Azienda Sanitaria risponde alle accuse di Asperger Abruzzo: «Le terapie erano disponibili a Campobasso. Già contattata la famiglia per trovare una soluzione a Isernia».

ISERNIA – Il caso della bambina di otto anni di Isernia rimasta senza sedute di logopedia e psicomotricità finisce al centro di un chiarimento ufficiale da parte dell’ASReM. Dopo la denuncia dell’associazione Asperger Abruzzo, l’Azienda Sanitaria Regionale ha voluto precisare i contorni della vicenda, sottolineando la propria missione di tutela dei minori e il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Secondo l’azienda, il servizio non è mai stato negato, ma l'offerta iniziale si era scontrata con la disponibilità logistica dei centri erogatori.
L'ASReM chiarisce che, a seguito della visita specialistica effettuata presso il Consultorio di Isernia, era stata data immediata disponibilità per i trattamenti necessari. Tuttavia, a causa delle attuali capacità erogative del territorio pentro, le sedi proposte si trovavano a Campobasso e nel Basso Molise.
L'Azienda ha inoltre sollevato una questione di metodo, bacchettando la scelta della denuncia pubblica prima di aver esperito i tentativi formali:
Assenza di istanze: Gli uffici competenti e l'URP dichiarano di non aver mai ricevuto segnalazioni ufficiali dalla famiglia prima del clamore mediatico.
Iter burocratico: L'ASReM ribadisce che solo attraverso i canali ufficiali è possibile verificare le disponibilità dei centri convenzionati e personalizzare la presa in carico.
No all'allarmismo: "La denuncia mediatica non può sostituire l'iter amministrativo" – sottolineano dall'Azienda – avvertendo che notizie non verificate rischiano di creare sfiducia nel servizio pubblico.
Nonostante le frizioni comunicative, l'ASReM ha fatto sapere di essersi già attivata. Dopo un confronto con il Consultorio di Isernia, gli uffici hanno contattato la madre della bambina per definire un percorso assistenziale che risponda alle esigenze della piccola.
Il percorso sarà ora monitorato da un'assistente sociale per garantire che le procedure si svolgano correttamente. L'obiettivo è conciliare il diritto alla salute della minore con la trasparenza e l'equità d'accesso che il sistema sanitario deve garantire a tutti. Per l’ASReM, il rispetto delle procedure non è un ostacolo, ma una garanzia di equità . L’Azienda si dice pronta a risolvere ogni criticità quotidiana, invitando i cittadini a utilizzare gli strumenti di dialogo istituzionale per ottenere risposte tempestive senza dover ricorrere alla ribalta della cronaca.








