Udienza stamane al Tribunale di Larino per il 26enne locale. Il complice, rintracciato a Roma, è già dietro le sbarre. La vittima lotta tra la vita e la morte al Neuromed.

LARINO / MONTENERO DI BISACCIA – Si è tenuta nella mattinata di oggi, sabato 14 marzo, presso il Tribunale di Larino, l’udienza di convalida per il giovane di Montenero di Bisaccia accusato di tentato omicidio. Il 26enne è ritenuto responsabile, insieme a un cittadino romeno di 28 anni, di un brutale pestaggio che ha sconvolto la comunità bassomolisana nei giorni scorsi.
La vicenda, dai contorni ancora parzialmente oscuri, ha visto la vittima colpita ripetutamente con un martello e altri oggetti contundenti al culmine di una lite esplosa nel centro del paese.
L’intervento tempestivo dei Carabinieri ha permesso di stringere il cerchio attorno ai presunti aggressori in tempi record, nonostante il tentativo di far perdere le proprie tracce:
Il 26enne montenerese: Rintracciato e fermato direttamente nel centro cittadino poco dopo i fatti. Oggi è comparso davanti al GIP di Larino, assistito dal proprio legale.
Il 28enne romeno: Intercettato e arrestato a Roma dopo una breve fuga. Per lui, il giudice della Capitale ha già disposto la custodia cautelare in carcere a seguito dell'interrogatorio per delega.
Le notizie che giungono dal fronte sanitario rimangono estremamente preoccupanti. La vittima, inizialmente trasportata d'urgenza in codice rosso all'ospedale "San Timoteo" di Termoli, ha riportato traumi così profondi da rendere necessario il trasferimento specialistico. L'uomo si trova attualmente ricoverato presso l'Istituto Neuromed di Pozzilli, dove i medici mantengono la prognosi riservata e il monitoraggio costante delle funzioni neurologiche. Mentre la magistratura lavora per ricostruire l'esatto movente della lite — se legato a vecchi rancori o a motivi futili — i Carabinieri continuano a raccogliere testimonianze e analizzare i rilievi scientifici effettuati sulla scena del crimine. La gravità delle ferite inferte con il martello delinea un quadro accusatorio pesante per entrambi i giovani coinvolti.






