Si ribalta con l'auto, poi scappa nella vegetazione fitta e perde l'orientamento. Complessa operazione di soccorso dei Vigili del Fuoco per recuperarlo.

CERCEMAGGIORE (CB) – Una serata che poteva trasformarsi in tragedia si è conclusa con un salvataggio provvidenziale tra i boschi di Cercemaggiore. Un uomo, dopo essersi ribaltato con la propria auto per cause ancora in corso di accertamento, ha abbandonato il veicolo inoltrandosi in una zona boschiva estremamente impervia, finendo per restare intrappolato nella vegetazione.
L'allarme è scattato immediatamente dopo la chiamata al NUE 112, attivando una macchina dei soccorsi complessa e coordinata che ha visto operare fianco a fianco i Vigili del Fuoco di Campobasso, i Carabinieri di Cercemaggiore e i sanitari del 118.
Individuare il conducente non è stato facile. L'uomo, probabilmente in stato di shock o confusione dopo l'impatto, si era inoltrato in un'area particolarmente fitta, rimanendo letteralmente bloccato tra rovi e fitta sterpaglia, impossibilitato a muoversi in qualsiasi direzione.
I soccorritori sono riusciti a rintracciarlo grazie al coordinamento tra le pattuglie a terra. Una volta individuato, le operazioni di recupero sono state lunghe e faticose:
Bonifica dell'area: I Vigili del Fuoco hanno dovuto aprirsi un varco con le cesoie tra i rovi per raggiungere il malcapitato.
Trasporto a braccia: Dopo essere stato stabilizzato, il ferito è stato trasportato a spalla dai "caschi rossi" lungo il sentiero impervio fino all'ambulanza.
L'uomo è stato trasferito d'urgenza presso il pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli di Campobasso. Le sue condizioni sono monitorate dai medici, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Resta il mistero sulla dinamica dell'incidente e, soprattutto, sui motivi che hanno spinto il conducente ad allontanarsi precipitosamente dall'auto subito dopo il ribaltamento. I Carabinieri hanno effettuato i rilievi sul luogo del sinistro per chiarire se l'uomo stesse viaggiando da solo e se vi siano altre responsabilità. La rapidità dell'intervento e l'efficace sinergia tra le diverse forze in campo hanno evitato che l'uomo trascorresse la notte all'addiaccio in un terreno così difficile, dove le temperature e l'oscurità avrebbero potuto rendere il ritrovamento molto più complicato nelle ore successive.






