La diciassettenne sopravvissuta alla strage familiare lascia oggi il Neuromed. «Bentornata a casa», recita lo striscione nel suo paese dopo mesi di coma e interventi delicatissimi.

PAUPISI / POZZILLI – «Bentornata a casa, Antonia». Poche parole su uno striscione, ma cariche di un amore immenso, hanno accolto oggi Antonia Natalia Ocone al suo rientro a Paupisi. La giovane, 17 anni, è tornata alla vita dopo quel drammatico 30 settembre 2025, un giorno che ha segnato per sempre la sua esistenza e quella della sua comunità.
Antonia è l'unica sopravvissuta alla follia del padre, Salvatore Ocone, che in un raptus di violenza uccise a sassate la moglie Elisa Polcino (49 anni) e il figlio quindicenne Cosimo, riducendo in fin di vita la stessa Antonia.
Il ritorno alla normalità di Antonia è stato definito dai medici "straordinario". La ragazza era stata ritrovata dai Carabinieri a Ferrazzano, alle porte di Campobasso, agonizzante sotto il corpo senza vita del fratellino. La tempestività dei soccorsi del 118 e il trasferimento d'urgenza all'Istituto Clinico Neuromed di Pozzilli sono stati decisivi.
Il percorso clinico è stato lungo e tortuoso:
Il Coma: Antonia è rimasta in coma per un mese nel reparto di Rianimazione.
La Rinascita: Al risveglio, ha iniziato un percorso di cure coordinate dalla primaria Valeria Marinò e dal direttore sanitario Fulvio Aloy.
La Ricostruzione: A gennaio è stata sottoposta a un secondo, delicatissimo intervento per la ricostruzione della scatola cranica.
Oggi, lunedì 16 marzo, la direzione del Neuromed ha formalizzato le dimissioni con una nota densa di speranza:
"All’esito del percorso clinico–terapeutico svolto in questo Istituto, è stata dimessa oggi la paziente Antonia Natalia Ocone. Le condizioni generali sono buone, con un netto miglioramento della deambulazione. L’auspicio di questa Direzione va al prosieguo nel migliore dei modi del percorso di recupero." Antonia torna ora a Paupisi insieme al fratello Mario. Ad attenderla non c'è solo una casa segnata dal dolore, ma un'intera popolazione che per mesi ha pregato per lei. Grazie alla dedizione di medici, infermieri e fisioterapisti, la ragazza ha riacquistato la parola e la capacità di camminare.
La sua forza e la qualità delle cure ricevute le permetteranno di riprendere in mano la sua vita di adolescente, portando con sé il segno di una battaglia vinta contro un destino che sembrava già scritto.








