Concluso l'esame tecnico irripetibile sul mezzo. Si scava sulla dinamica del tragico incidente in cui ha perso la vita il 17enne Andrea Grillo. Indagato l'amico alla guida.

PIEDIMONTE MATESE / ALIFE (CE) – Le indagini sul drammatico incidente costato la vita ad Andrea Grillo, il diciassettenne di Piedimonte Matese deceduto qualche settimana fa, arrivano a un punto di svolta tecnico. Nei giorni scorsi è stato effettuato l'esame irripetibile sulla moto coinvolta nel sinistro, i cui primi esiti sembrano escludere il guasto meccanico come causa della tragedia.
L'ingegnere incaricato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere avrebbe infatti accertato che l'impianto frenante del veicolo era in perfetto stato di funzionamento al momento dell'impatto.
Al centro dell'inchiesta resta la posizione di Giuseppe Uzzo, l'amico della vittima appena maggiorenne che si trovava alla guida della moto. Il giovane è attualmente indagato per omicidio stradale.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della stazione di Alife:
I due amici stavano rientrando da una festa di compleanno a Faicchio.
Intorno a mezzanotte, avrebbero deciso di fermarsi presso una stazione di servizio in via Scafa per una sosta.
Per cause ancora da chiarire, la moto non si è fermata all'ingresso dell'area di servizio, impattando violentemente contro una struttura fissa.
Gli investigatori stanno incrociando diversi elementi per blindare la ricostruzione dei fatti:
Immagini di sorveglianza: I filmati delle telecamere dell'area di servizio sono già stati acquisiti e mostrano i momenti cruciali dello schianto.
Testimonianze: Sono stati ascoltati gli amici dei due ragazzi, che attendevano Andrea e Giuseppe proprio davanti al locale della stazione di servizio. I militari hanno chiesto chiarimenti sull'uso dei caschi e sulla condotta di guida.
Sequestri: Oltre alla moto, sono stati sequestrati i vestiti indossati dai due giovani per confermare scientificamente chi fosse effettivamente alla guida al momento dell'urto. Mentre la giustizia segue il suo corso per accertare responsabilità ed eventuali negligenze, Piedimonte Matese resta ferita dalla perdita di un ragazzo non ancora maggiorenne. Se i freni funzionavano correttamente, l'attenzione della Procura si sposterà ora sulla velocità del mezzo e sulle condizioni dell'asfalto, per capire cosa abbia impedito a Giuseppe di arrestare la corsa della moto in tempo.








