Consiglio Regionale straordinario sull'emergenza climatica. Il Presidente Roberti illustra il piano d'azione: «Situazione ancora critica, pronti a mappare ogni danno». Gravina propone un'Unità Tecnica Speciale.

CAMPOBASSO – Un conto salatissimo, che rischia di pesare sulle generazioni future. Questa mattina, nell’aula di Palazzo D’Aimmo, il Consiglio regionale si è riunito in seduta straordinaria per fare il punto sulla catastrofe che ha colpito il Molise. Il dato emerso dall'informativa del Presidente Francesco Roberti è impressionante: secondo le prime stime ufficiali, i danni provocati dall’ondata di maltempo ammontano a oltre 400 milioni di euro.
Una cifra che conferma come il Molise sia l'epicentro di una crisi nazionale, con infrastrutture strategiche da ricostruire e centri abitati minacciati da movimenti franosi profondi e complessi.
Il Governatore Roberti ha delineato un quadro che va oltre l'emergenza immediata, parlando di criticità destinate a protrarsi nel tempo. Al centro della relazione, i tre "punti neri" del territorio regionale:
Petacciato: Dove la frana storica ha paralizzato la dorsale Adriatica.
Salcito e Civitacampomarano: Entrambe colpite da movimenti franosi significativi che minacciano la stabilità dei centri storici.
Viabilità Nazionale: Le ripercussioni sul traffico tra Nord e Sud Italia restano il dossier prioritario nel dialogo con il Governo.
Per passare dalla stima sommaria a una quantificazione precisa, la Regione sta attivando piattaforme tecniche digitali.
Segnalazioni: I comuni potranno mappare in tempo reale i danni a strade e reti.
Tessuto Produttivo: Un monitoraggio specifico sarà dedicato alle imprese agricole e industriali (in particolare nella Valle del Biferno).
Sanità : Roberti ha annunciato un confronto con Roma per rivedere i piani di soccorso sanitario, resi difficili dai blocchi stradali che isolano interi paesi.
L'opposizione ha riconosciuto lo sforzo delle istituzioni, ma ha chiesto un cambio di passo nella gestione dei fondi. Di particolare rilievo la proposta del consigliere Roberto Gravina:
«Lo Stato ha stanziato i primi 20 milioni, ma non bastano se non c'è una struttura capace di spenderli. Serve un'Unità Tecnica Speciale di supporto che metta d'accordo istituzioni e mondo produttivo per gestire questa mole di finanziamenti in tempi utili».
Un appello all'efficienza burocratica condiviso dai consiglieri Salvatore, Greco, Primiani, Facciolla e Di Pardo, che hanno sottolineato come la fase critica non sia affatto conclusa.






