Due imprese molisane ottengono la restituzione di somme indebitamente pagate. I giudici condannano gli istituti per anatocismo e commissioni illegittime.

CAMPOBASSO – Importante vittoria per il tessuto imprenditoriale locale sul fronte del diritto bancario. Il Tribunale di Campobasso ha emesso due sentenze che condannano altrettanti istituti di credito a restituire complessivamente oltre 110.000 euro a due società della provincia, riconoscendo l'applicazione di oneri illegittimi su conti correnti decennali.
Le imprese, assistite dagli avvocati Aldo e Stefano De Benedittis, sono riuscite a dimostrare come le banche avessero applicato condizioni economiche non pattuite o in contrasto con le normative vigenti in materia di trasparenza.
La sentenza più rilevante (n. 297/2026), firmata il 9 aprile dalla giudice Filomena Girardi, riguarda un rapporto di conto corrente durato oltre vent'anni (1998-2022).
Le contestazioni: La società ha impugnato l'applicazione di interessi anatocistici (interessi sugli interessi), tassi mai concordati per iscritto e spese non pattuite.
Il ribaltone: La Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) ha stravolto il saldo contabile. Quello che per la banca era un debito dell'impresa di circa 4.000 euro è stato ricalcolato in un credito di oltre 91.000 euro a favore della società. Il Tribunale ha quindi ordinato l'immediata restituzione della somma.
La seconda pronuncia (n. 129/2026), emessa dal giudice Dentale, riguarda una società immobiliare il cui conto era rimasto attivo tra il 2001 e il 2011.
Il vizio: Il giudice ha dichiarato nulla la Commissione di Massimo Scoperto (CMS) per "indeterminatezza contrattuale". In sostanza, il contratto indicava solo la percentuale ma non i criteri di calcolo.
Il rimborso: Depurato il saldo dalle voci illegittime e applicata la prescrizione decennale, la banca è stata condannata a restituire circa 20.000 euro, oltre agli interessi e alle spese legali. Le due sentenze confermano un orientamento giurisprudenziale sempre più rigido nei confronti degli istituti di credito. Gli avvocati Aldo e Stefano De Benedittis sottolineano l'importanza della verifica tecnica:
«La vessazione bancaria si nasconde spesso dietro condizioni apparentemente favorevoli. È fondamentale far esaminare i conti da professionisti esperti. Ricordiamo che queste azioni possono essere avviate fino a dieci anni dopo la chiusura del conto corrente».
Una precisazione non da poco, che apre la strada a possibili ricorsi per molte altre aziende molisane che hanno chiuso i rapporti con le banche nell'ultimo decennio ma che sospettano di aver pagato più del dovuto.








