Denunciati dalla Polizia Ferroviaria un 67enne molisano e una 49enne mantovana. Avevano raggirato un'87enne a Bergamo facendosi consegnare oro e preziosi con la scusa della targa clonata. Nel trolley anche una parrucca usata per il travestimento.

BOLOGNA / BERGAMO – Un colpo da circa 40mila euro sventato in stazione grazie alla tempestività delle indagini e alla collaborazione tra le forze dell'ordine. Un 67enne originario del Molise e una donna mantovana di 49 anni sono stati denunciati a piede libero dagli agenti della Polizia Ferroviaria di Bologna con l'accusa di truffa aggravata in concorso ai danni di una pensionata di 87 anni.
Come riporta la testata Bologna Today, i due sono stati intercettati e fermati a bordo di un treno Frecciarossa diretto a Napoli durante la fermata dello scalo felsineo.
L'operazione prende le mosse dalla denuncia presentata dall'anziana vittima ai Carabinieri di Bergamo. La donna ha raccontato di essere stata contattata al telefono da un sedicente Procuratore Capo della Repubblica.
Con fare perentorio e manipolatorio, il finto magistrato l'aveva persuasa che la targa della sua automobile fosse stata clonata ed impiegata per compiere gravi reati. Per "risolvere la posizione giudiziaria" ed evitare guai legali, l'87enne era stata così indotta a consegnare a un sedicente incaricato ingenti somme in contanti e tutti i gioielli di famiglia. Grazie alle precise descrizioni fornite dalla vittima e all'analisi dei sistemi di videosorveglianza della stazione di Verona Porta Nuova – dove i due sospetti erano stati immortalati durante il tragitto da Bergamo –, gli investigatori sono riusciti a tracciare la rotta della coppia di truffatori.
Durante il controllo effettuato dagli agenti della Polfer sul convoglio in sosta a Bologna, la perquisizione del trolley in uso alla 49enne ha confermato i sospetti: all'interno sono stati rinvenuti preziosi e monili per un valore stimato di circa 40mila euro (riconducibili interamente al raggiro bergamasco), diversi telefoni cellulari, denaro contante e persino una parrucca impiegata per non farsi riconoscere.
Entrambi i soggetti, già noti alle forze dell'ordine per specifici precedenti di polizia contro il patrimonio, sono stati accompagnati in ufficio e deferiti alla competente Autorità Giudiziaria.






