Nuovo bando andato quasi deserto per la copertura dei turni di Pronto Soccorso, Anestesia e Rianimazione. L'allarme del Dipartimento Emergenza-Accettazione: «Servono medici subito per garantire la continuità del servizio».

CAMPOBASSO – La grave carenza di camici bianchi continua a soffocare la sanità molisana. L'ennesimo avviso pubblico emanato dall'Asrem (Azienda Sanitaria Regionale del Molise) per il conferimento di 13 incarichi libero-professionali destinati al servizio di emergenza-urgenza si è rivelato un sostanziale buco nell'acqua. Alla chiamata ha risposto un unico medico, peraltro già in pensione.
Il bando era stato predisposto per reclutare figure da destinare alla Centrale Operativa del 118, alla disciplina di Medicina e Chirurgia d'Accettazione e d'Urgenza, oltre ai reparti di Anestesia e Rianimazione, settori ormai da tempo in perenne affanno negli ospedali della regione.
L'avvio della procedura d'urgenza era stato sollecitato dal Direttore del Dipartimento di Emergenza-Accettazione (DEA) dell'Asrem. La struttura aveva evidenziato la stringente e indifferibile necessità di attingere a contratti libero-professionali per colmare le scoperture d'organico nelle singole postazioni territoriali e assicurare la continuità dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).
L'esito desolante dell'avviso conferma l'estrema difficoltà delle aziende sanitarie locali nell'attrarre nuovi professionisti nei presidi ospedalieri del territorio, specialmente nei settori a più alto tasso di stress operativo come la medicina d'urgenza. Il caso del bando deserto riapre il dibattito sulla sostenibilità dell'assistenza sanitaria in Molise. Il ricorso a medici in pensione o a soluzioni tampone si conferma una misura temporanea che non risolve la carenza strutturale di personale nei reparti strategici, lasciando aperte molte incognite sulla copertura dei turni per i prossimi mesi.






