Antonia fuori dal coma indotto: si attendono segni di risveglio
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Benevento/Pozzilli – Si è concluso intorno alle 13:45 di oggi, lunedì 6 ottobre, l'esame autoptico sul corpo di Elisabetta Polcino, la 49enne vittima del brutale omicidio commesso dal marito, Salvatore Ocone, nella loro casa di Paupisi (BN) la notte del 30 settembre.
L'accertamento, affidato dalla Procura di Benevento al medico legale Francesco La Sala, ha evidenziato sul cadavere della donna profonde ferite alla testa, compatibili con l'arma del delitto, una pietra di circa dieci chili trovata nell'abitazione. La posizione del corpo e il tipo di lesioni riscontrate rafforzano l'ipotesi degli inquirenti: Elisabetta Polcino potrebbe essere stata colpita a morte mentre dormiva, senza possibilità di difendersi.
Il medico legale ha mantenuto il massimo riserbo al termine dell'esame. Per disposizione del Procuratore, ogni comunicazione ufficiale sui risultati (in particolare l'ora esatta del decesso, cruciale per la cronologia dell'orrore) sarà gestita direttamente dalla Procura tramite nota stampa.
Mentre l'inchiesta prosegue, ci sono cauti segnali di speranza sulle condizioni di Antonia Ocone, la figlia sedicenne colpita anch'essa brutalmente dal padre. La ragazza resta ricoverata in Rianimazione al Neuromed di Pozzilli, ma il bollettino medico odierno riporta una novità : è stato sospeso il trattamento di coma indotto dai farmaci. I sanitari stanno ora monitorando la paziente per verificare eventuali segni di risveglio. I parametri vitali restano stabili, ma la prognosi è ancora riservata.
Le indagini coordinate dalla Procura si concentrano ora sulle condizioni mentali dell'omicida reo confesso, Salvatore Ocone. L'uomo, che ha ucciso moglie e figlio Cosimo e ha tentato di assassinare la figlia Antonia, è detenuto nel carcere di Campobasso in attesa del trasferimento a Benevento, assistito dall'avvocato Gianni Santoro.
Dai primi accertamenti è emerso un dettaglio inquietante: Ocone aveva interrotto da circa sette mesi i controlli sanitari presso il Centro di igiene mentale di Puglianello, dove era in cura. Sebbene la psichiatra che lo seguiva abbia confermato le sue patologie, ha anche precisato che durante gli incontri in ambulatorio non erano mai emersi segnali di un così repentino e violento aggravamento.
Nell'abitazione sono stati trovati farmaci per patologie neurologiche, ma non è certo che Ocone seguisse regolarmente la terapia. Per far luce su questo, i Carabinieri hanno in programma una serie di interrogatori con persone che hanno avuto contatti recenti con l'uomo.
Il figlio maggiorenne superstite, Mario Ocone di 23 anni, è assistito in questo drammatico momento dall'avvocato Nicodemo Gentile.







