Vertice di maggioranza stasera a Campobasso per blindare la Presidenza del Consiglio Regionale. Ma tra i corridoi cresce il pressing per il rimpasto: la partita a scacchi di Roberti tra patti romani e malumori locali.

CAMPOBASSO – Il "tagliando" di metà mandato della Regione Molise entra nel vivo. Stasera, mercoledì 14 gennaio, il centrodestra si riunisce attorno a un tavolo per sciogliere il primo nodo gordiano: la successione (o la conferma) allo scranno più alto di Palazzo D’Aimmo. L’obiettivo è arrivare alla seduta del 23 gennaio – termine ultimo fissato dallo Statuto – con un nome blindato e una squadra pronta per l’ultimo miglio della legislatura.
Sulla carta, la casella del Presidente del Consiglio spetta di diritto a Fratelli d’Italia. Il nome in pole position è quello dell’uscente Quintino Pallante.
Il profilo: Apprezzato per equilibrio e competenza, Pallante ha incassato in questi due anni e mezzo il riconoscimento di super partes persino dalle opposizioni.
L'ostacolo: Alcuni consiglieri di maggioranza starebbero tentando il "colpo di mano", chiedendo di subordinare il voto su Pallante alla definizione del rimpasto di Giunta. Un braccio di ferro che il governatore Roberti punta a disinnescare subito per evitare inciampi d'aula.
Se la Presidenza sembra un porto sicuro, la Giunta è un mare in tempesta. Qui il Manuale Cencelli si scontra con patti pre-elettorali e ambizioni personali.
Fratelli d’Italia: Confermatissimo Salvatore Micone. Scatta invece la staffetta d’onore: Michele Iorio lascerà l'esecutivo per tornare in aula, cedendo il posto ad Armandino D’Egidio come da accordi di inizio mandato.
Forza Italia: Posizione solida per Andrea Di Lucente. Il vice-presidente, reduce dal successo sulla vertenza Unilever, è considerato inamovibile. Il partito di Lotito, tuttavia, non avrebbe spazio per ulteriori pretese essendo già "sovradimensionato".
Il Molise che Vogliamo: L'assessore Gianluca Cefaratti gode di ottima stima per il lavoro sul Bilancio, ma c'è un nodo etico-politico: l'accordo interno prevedeva dimissioni da consigliere per chi entrava in Giunta. Cefaratti (e la Passarelli) resistono. Spunta l'ipotesi del "terzo uomo": la nomina dell'esterno Raimondo Fabrizio.
Noi Moderati/Lista Roberti: La quarta forza della coalizione reclama un posto al sole. Dopo le deleghe rimesse da Di Pardo, Fabio Cofelice gestisce Turismo e Cultura, ma il partito di Lupi vuole un assessore. Resta da capire se la scelta spetterà a Roma o al Governatore.
Popolari per l'Italia: Vincenzo Niro dovrebbe restare saldamente al suo posto come sottosegretario.
Lega: Posizione "sub iudice" per l'esterno Michele Marone. Il Carroccio dovrà decidere a breve se confermare il tecnico o cambiare pedina. Il Governatore Roberti è stato chiaro: il Molise non è un’isola. Le decisioni finali passeranno per il vaglio dei tavoli nazionali a Roma. Solo dopo il via libera dei leader, tra fine mese e inizio febbraio, la nuova squadra di governo potrà finalmente giurare e dare il via alla seconda parte della legislatura.






