Botta e risposta al veleno tra Palazzo Vitale e le sigle sindacali. Vincenzo Niro "carte alla mano" smentisce i ritardi: «I soldi sono nelle disponibilità di SATI e ATM da martedì».

CAMPOBASSO – Non si fa attendere la controffensiva della Regione Molise dopo il duro attacco dei sindacati sui ritardi nei pagamenti del Trasporto Pubblico Locale. È il Sottosegretario con delega ai trasporti, Vincenzo Niro, a scendere in campo per "correggere" la narrazione delle sigle Faisa Cisal, Filt Cgil e Fit Cisl, definendo le loro accuse non solo infondate, ma addirittura «denigratorie».
Niro rompe il silenzio citando gli atti amministrativi che, a suo dire, dimostrerebbero la puntualità dell'ente. Secondo il Sottosegretario, la Regione ha già onorato i propri impegni finanziari nei confronti delle aziende SATI e ATM.
I provvedimenti nel dettaglio:
Determina n. 171 (20 gennaio 2026)> Pagamento relativo alle spettanze della mensilità di dicembre.
Determina n. 177 (20 gennaio 2026)> Liquidazione delle corse aggiuntive autorizzate per potenziare il servizio.
«I soldi sono stati inviati martedì scorso e sono già nelle disponibilità delle aziende — ha chiarito Niro —. Così come è avvenuto per tutto il 2025, la Regione non ha accumulato ritardi sul piano dei provvedimenti amministrativi di sua competenza».
Il delegato regionale non nasconde l'amarezza per le parole dei sindacati, che avevano parlato di "immobilismo e complicità " tra Regione e imprese. Per Niro, queste affermazioni distorcono la realtà di un impegno costante verso la tutela dei lavoratori.
«Non accettiamo di essere definiti complici di chicchessia — ha aggiunto il Sottosegretario —. Siamo vigili e attenti al rispetto del contratto di servizio. Le accuse sono gratuite, soprattutto perché i sindacati sanno bene che siamo sempre pronti al confronto nelle sedi istituzionali». Con queste dichiarazioni, la Regione sposta ufficialmente la pressione sulle aziende SATI e ATM: se i fondi regionali sono arrivati martedì, la palla passa ora alla tesoreria delle società che deve provvedere a girare gli stipendi ai dipendenti. Resta da vedere se questa "correzione" di rotta basterà a fermare il presidio in Prefettura e la minaccia del terzo sciopero regionale.






