Addio alla storica figura della FLC e della Lega Pensionati: ricordato per la sua militanza instancabile a difesa della dignità del lavoro e dei diritti sociali. I funerali a Venafro accompagnati da una folla commossa e dalle bandiere rosse.
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VENAFRO/MOLISE – Il mondo sindacale e della sinistra molisana piange la scomparsa di Pasquale Roccia, figura storica e punto di riferimento insostituibile per la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza (FLC) e per la CGIL regionale.
Il Segretario della CGIL Molise, Paolo De Socio, ha espresso il cordoglio dell'organizzazione definendo la perdita come "incolmabile" per chi ha condiviso con lui le innumerevoli battaglie:
"Con il maestro Roccia va via un pezzo di storia sindacale molisana e un pezzo della sinistra Venafrana e Isernina. Pasquale è stato un faro per le nuove generazioni di insegnanti e collaboratori scolastici, non perdendo mai di vista l'appartenenza a quella storia di progressismo civile che sogna di realizzare una società più giusta e un mondo migliore e solidale."
Sulla stessa linea, i Segretari della FLC Molise, Pino La Fratta e Fabrizia D’Urbano, hanno ricordato le sue doti umane, salutando "un compagno, un amico, un porto sicuro". Hanno sottolineato il suo spirito di militanza, che lo ha visto prima attivo nella FLC e poi nel Sindacato dei Pensionati (SPI): "Sempre a disposizione di tutti, senza chiedere mai niente in cambio... Un vero Maestro di vita."
Anche dallo SPI Abruzzo e Molise, con le parole di Antonio Iovito e Maria Perrotta, giunge un profondo cordoglio per la perdita di un compagno che ha saputo guidare saldamente la Lega Pensionati Alto Molise, dimostrando che "non ci sono limiti di età per portare avanti grandi idee, buone pratiche e battaglie di civiltà ."
I funerali di Pasquale Roccia si sono svolti ieri, lunedì 1 dicembre, nella Chiesa di San Luigi Orione a Venafro. Un'immensa folla di familiari, amici e compagni, insieme alle bandiere rosse della CGIL, ha accompagnato l'ultimo viaggio del Maestro.
L'omaggio più toccante è arrivato dalle parole del canto di resistenza, "Bella Ciao", intonate in sua memoria.
"A noi il compito," concludono i vertici di Via Mosca, "di portare avanti le nobili idee e di praticare gli insegnamenti che abbiamo carpito dal suo esempio perché nessuno muore fin quando le sue idee continueranno a vivere."






