Un 67enne respinto per "abbigliamento non decoroso" presenta un esposto: in discussione l'autorità del Procuratore a normare l'accesso con pantaloncini e infradito.

CAMPOBASSO / SULMONA (AQ) – Il regolamento sull’abbigliamento adottato dal Tribunale di Sulmona è finito al centro di un inatteso scontro legale, con la Procura di Campobasso chiamata a dirimere la questione.
Tutto è nato da un esposto presentato da un 67enne di Sulmona che, lo scorso fine agosto, in piena calura estiva, si è visto respingere all’ingresso del palazzo di giustizia perché indossava dei bermuda.
All’origine del caso ci sono due ordini di servizio, emessi rispettivamente a febbraio e giugno 2024, che stabiliscono un rigoroso dress code. I provvedimenti vietano l’accesso con abiti ritenuti "non decorosi", includendo specificamente pantaloncini, short, canottiere e infradito. Questa stretta si richiamerebbe al decreto ministeriale del 1993 relativo alla sicurezza nelle strutture giudiziarie.
È proprio su quel decreto che il cittadino respinto basa la sua contestazione. Egli sostiene che la norma del 1993 si limiti a definire le competenze in materia di sicurezza, attribuendole al Procuratore Generale distrettuale, e che, pertanto, non autorizzerebbe il Procuratore capo del Tribunale a dettare regole sul decoro dei visitatori.
Sarà compito della Procura di Campobasso, dunque, stabilire se il dress code imposto dal Tribunale di Sulmona rientri legittimamente nelle competenze previste dalla normativa vigente, o se abbia ecceduto i limiti delle funzioni di sicurezza.






