Risparmiati 20.000 euro e oltre 100 tonnellate di CO2 in soli quattro mesi. La rivoluzione green dell'Ateneo entra nel vivo.

CAMPOBASSO – L’Università degli Studi del Molise raccoglie i primi frutti della sua svolta ecologica. A soli quattro mesi dall'accensione dei nuovi impianti fotovoltaici, i numeri parlano chiaro: la sostenibilità non è solo un ideale accademico, ma un investimento che premia sia l’ambiente che il bilancio dell'Ateneo.
Da settembre, i tetti del secondo e terzo edificio polifunzionale del Campus di Vazzieri hanno smesso di essere semplici coperture per trasformarsi in piccole centrali di energia pulita, cambiando il volto energetico della cittadella universitaria.
Il primo bilancio operativo dell'impianto mostra risultati che superano le aspettative iniziali. Ecco l'impatto concreto dell'operazione:
Respiro per il pianeta: È stata evitata l’immissione in atmosfera di oltre 100 tonnellate di anidride carbonica. Per avere un'idea, è come se l'università avesse piantato un piccolo bosco nel cuore della città.
Risparmio immediato: La produzione autonoma di energia ha permesso di tagliare le bollette elettriche di circa 20.000 euro, risorse che tornano nella disponibilità dell'Ateneo.
Non si tratta di un intervento isolato, ma di un tassello fondamentale di una strategia più vasta voluta dal rettore Giuseppe Vanoli. L'obiettivo della governance accademica è trasformare UniMol in un modello di gestione responsabile delle risorse.
«Il presupposto centrale è razionalizzare il consumo delle risorse primarie — ha spiegato il Rettore Vanoli — Migliorare l’efficienza energetica degli edifici e incrementare la produzione da fonti rinnovabili rappresentano una priorità strategica per noi».







