Organici ridotti all'osso a Campobasso e Termoli. Il rinvio della riforma al 2026 gela gli agenti. Alfano (Uil Polizia): «Situazione insostenibile, servono rinforzi subito».

CAMPOBASSO – Un deserto di divise sulle strade molisane. La segreteria provinciale della Uil Polizia lancia l'ennesimo, disperato grido d'allarme sulla cronica carenza di personale che sta svuotando le caserme della Polizia Stradale in regione. A far traboccare il vaso è stata la notizia dell’ennesimo slittamento del decreto del Capo della Polizia: il nuovo atto ordinativo unico, che avrebbe dovuto riorganizzare e potenziare i presidi, è stato posticipato al 31 dicembre 2026.
Le cifre fornite dal segretario provinciale Giovanni Alfano fotografano una realtà al limite del collasso operativo. Tra pensionamenti e trasferimenti mai rimpiazzati, i turni di vigilanza stradale sono diventati un rebus quotidiano. Il sindacato sottolinea come il Molise non sia una regione "ordinaria" per chi si occupa di sicurezza stradale. La morfologia impervia, la rete viaria segnata da cantieri infiniti e le condizioni meteo spesso estreme (come dimostrato dalle recenti gelate) rendono il lavoro degli agenti molto più usurante rispetto ad altre zone d'Italia.
Senza un numero adeguato di pattuglie, non cala solo la qualità della vita dei poliziotti, ma anche la sicurezza dei cittadini che percorrono arterie vitali come la Bifernina o la Trignina.
La delusione per il rinvio della riforma al 2026 è palpabile tra gli operatori. Il rischio è che la stanchezza si trasformi in rassegnazione.
«Tra il personale serpeggia uno sconforto diffuso», conclude Alfano. «Chiediamo all'Amministrazione centrale un intervento d'urgenza: il Molise non può aspettare la fine del 2026. Servono assegnazioni straordinarie di personale per ridare dignità al lavoro della Stradale e protezione alle nostre strade».






