Addio all'immobilismo: l'Azienda Sanitaria vara una riforma organica per premiare il merito e frenare la fuga dei medici. «Non è un ritocco, è un nuovo modello di carriera».

CAMPOBASSO – L’ASReM scuote le fondamenta di un sistema rimasto ingessato per oltre due lustri. Con una mossa che i vertici di via Petrella non esitano a definire "epocale", l’Azienda Sanitaria Regionale del Molise ha varato una profonda ristrutturazione della propria architettura amministrativa e sanitaria. L’obiettivo? Smantellare una gerarchia obsoleta per far spazio a una struttura snella, meritocratica e, soprattutto, finalmente attraente per i professionisti.
La vera scommessa vinta dalla governance guidata dalla Direzione Strategica risiede nei numeri. La riforma, infatti, è stata realizzata senza gravare sulle casse pubbliche, agendo esclusivamente sui fondi già a disposizione.
«Abbiamo dimostrato che una gestione oculata delle risorse esistenti può produrre risultati superiori senza costi aggiuntivi», sottolinea l'ASReM in una nota. Una sorta di "miracolo amministrativo" che ha permesso di ridisegnare la mappatura degli incarichi puntando tutto sull'ottimizzazione.
Per anni, il Molise è stato terra di passaggio o di abbandono per medici e infermieri. Questa riforma prova a invertire la rotta agendo su due fronti:
Valorizzazione interna> Vengono finalmente riconosciute le eccellenze già presenti, trasformando le carriere di responsabilità da "eccezioni" a "regola".
Attrattività > Una struttura moderna e meno burocratica punta a diventare una calamita per nuovi talenti, offrendo percorsi di crescita chiari basati sulle competenze e non sulla mera anzianità .
Il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali è stato decisivo per giungere a una mappatura che rispetti il Contratto Collettivo Nazionale, garantendo al contempo flessibilità alla medicina moderna. Per la Direzione Strategica, questa manovra rappresenta molto più di un riordino degli uffici: è un manifesto politico e gestionale. «Il Molise si riappropria della capacità di programmare», spiegano i vertici. Al centro del progetto c'è la persona, intesa in senso binario: il cittadino che ha diritto a cure d'eccellenza e il lavoratore che merita un ambiente stimolante e una prospettiva di futuro.






