La consigliera delegata Stefania Passarelli replica all'esponente del PD sulla riforma degli ATS: «La Giunta Roberti agisce con responsabilità . Le risorse non possono restare ferme».

CAMPOBASSO – Il clima politico intorno alla riforma del welfare molisano si scalda. Dopo le critiche mosse dalla consigliera del Partito Democratico Micaela Fanelli, non si è fatta attendere la dura replica di Stefania Passarelli, consigliera regionale delegata alle Politiche Sociali. Al centro del contendere, la decisione della Giunta di prorogare di 30 giorni (fino al 31 marzo) l'attuale assetto organizzativo degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS).
Secondo Passarelli, il rinvio tecnico è un atto dovuto e responsabile per evitare il vuoto assistenziale. L'obiettivo della Giunta Roberti è duplice:
Continuità : Assicurare che i cittadini non restino senza assistenza e che i lavoratori del settore mantengano l'occupazione durante la transizione.
Operatività : Permettere la "messa a terra" definitiva della riforma prevista dal Piano Sociale Regionale 2025-2027, evitando il rischio di commissariamento.
«La delibera è chiara, andrebbe letta tutta e non solo nelle parti utili a fare ‘ammuina’», ha attaccato la delegata, sottolineando che il cronoprogramma è stato approvato democraticamente dal Consiglio Regionale con un'ampia maggioranza.
La Passarelli non risparmia stoccate velenose alla gestione degli Ambiti che, a suo dire, avrebbero registrato gravi inefficienze negli ultimi anni. Il riferimento è a ritardi nell'utilizzo di fondi strategici:
Fondo Povertà : Risorse non spese negli ultimi due anni in alcuni Ambiti specifici.
Progetti P.I.P.P.I.: Difficoltà gestionali nei fondi destinati alla prevenzione dell'istituzionalizzazione dei minori.
«Fare politica sui bisogni è inaccettabile», incalza la consigliera di maggioranza, accusando l'opposizione di voler dilatare i tempi per meri interessi di "poltrone" o per favorire realtà amiche, boicottando di fatto la riforma. In chiusura della sua nota, Stefania Passarelli ribadisce che i tempi dettati dal nuovo Piano Sociale sono ampiamente scaduti e che la disabilità non può subire diktat politici. L'invito alle amministrazioni locali e agli Ambiti è quello di procedere spediti verso la chiusura degli adempimenti burocratici per sbloccare finalmente le risorse destinate alle fasce più deboli della popolazione.






